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Proposta di un sistema di smaltimento delle Ecoballe in Campania PDF Stampa E-mail
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 08 January 2008 )
 
Scritto da francesco meneguzzo, 08-01-2008 03:21
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Stoccaggio diLa dissociazione molecolare quale tecnologia ottimale, concretamente e rapidamente praticabile, per smaltire le ecoballe

Premessa

Da un punto di vista teorico le ecoballe sono un combustibile derivato da una appropriata selezione dei rifiuti solidi urbani atta a renderli adatti a processi di incenerimento.

Il processo di produzione delle ecoballe dovrebbe prevedere sempre una selezione del rifiuto solido urbano e la conseguente eliminazione da questo dei matalli, del vetro e della frazione organica umida ed il successivo imballaggio attraverso l'utilizzo di una pellicola di materiale plastico.

Nella realtà non vi sono certezze circa la reale composizione delle ecoballe e quindi del fatto che possano essere trattate in un normale impianto di incenerimento.

Ogni ecoballa ha un peso di circa 600Kg, un volume approssimativamente di 1m3, una umidità relativa intorno al 20% ed un potere calorifico atteso  superiore ai 3KWh/Kg.

La  quantità di eco balle attualmente da avviare allo smaltimento è di circa 6.000.000.

 

Tecnologie

Al fine di individuare una soluzione appropriata del problema sono state analizzate diverse tecnologie atte al trattamento dei rifiuti.

I requisiti principali richiesti alla tecnologia da utilizzare sono stati individuati nel basso impatto ambientale, nella efficienza di conversione energetica, nella rapidità di realizzazione della soluzione impiantistica, nella possibilità di riconversione dell'impianto una volta terminato il compito di smaltimento.

La tecnologia che meglio si attanaglia ai requisiti richiesti è stata individuata fra quelle indicate nel "Rapporto Conclusivo della Commissione per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti" presentato dal Ministero per l'Innovazione tecnologica e dal Ministero dell'Ambiente il 20 aprile 2007, ed è stata individuata nello Smoldering o Dissociazione Molecolare.

La Dissociazione Molecolare

La tecnologia della trasformazione del materiale organico in SynGas, attuata attraverso il processo della dissociazione molecolare, è stata sviluppata negli USA agli inizi degli anni '90 come approccio semplice e modulare al problema dello smaltimento del materiale organico e della sua successiva trasformazione in energia.

Le oltre 100 installazioni realizzate in tutto il mondo mettono in evidenza le caratteristiche di economicità, flessibilità e semplicità di gestione di un sistema che, grazie alle sue intrinseche caratteristiche di funzionamento, è in grado di trasformare il materiale organico in un eccellente vettore energetico come il SynGas con un impatto ambientale pressoché nullo.

Il processo di dissociazione molecolare ha come obiettivo quello di disassemblare le molecole di origine organica complesse per riassemblarle in composti più semplici realizzando un gas sintetico, il SynGas.

Il processo avviene in un ambiente chiuso, in carenza di ossigeno, a temperature intorno ai 400 °C.

La scelta sulla tecnologia della Dissociazione Molecolare è stata effettuata essenzialmente per le seguenti caratteristiche:

•1.      L'impianto trova la sua economia di scala già con dimensioni ridotte. Questa caratteristica permette la realizzazione di più impianti di piccole dimensioni da realizzarsi presso le aree di stoccaggio delle ecoballe. Si ritiene infatti che spostare il materiale, parte del quale depositato da molto tempo e quindi degradato, possa rappresentare una delle problematiche importanti da affrontare.

•2.      La tecnologia permette la gestione di qualsiasi materiale a base carbonica senza alcuna necessità di pretrattamento. Questa caratteristica consente di trattare le ecoballe comunque siano state composte e anche qualora la loro composizione differisca fortemente dalle specifiche (presenza di metalo, vetro, potere calorico fortemente difforme, ecc...).

•3.      Il sistema garantisce un ridottissimo impatto ambientale. Gli impianti in esercizio, dotati di misuratori in continuo delle emissioni in atmosfera, che gestiscono materiale "tal quale" senza alcun pretrattamento, evidenziano emissioni in atmosfera di ordini di grandezza inferiori ai limiti di legge, un residuo di ceneri bianche (prive di carbonio) nell'ordine del 4% ed il completo recupero del materiale a base metallica e vetrosa in una fase successiva al processo di Dissociazione Molecolare.

•4.      Ottimo recupero energetico. Il sistema, grazie alla sua eccellente capacità di conversione del materiale caricato in gas, trasforma la quasi totalità dell'energia contenuta nel materiale in un eccellente vettore energetico come il gas di sintesi che potrà in seguito essere facilmente convertito in idrogeno che consente, attraverso le celle a combustibile, efficienze di conversione energetiche superiori al 50%.

•5.      Velocità di realizzazione. La soluzione impiantistica offerta dal processo di Dissociazione Molecolare, anche grazie alle sue ridotte dimensioni, può essere operativa in pochi mesi, fornendo una risposta concreta ed efficiente alla necessità di smaltimento delle ecoballe.

•6.      Riconversione degli impianti. Grazie alla grande flessibilità di questa tecnologia che rende possibile il trattamento di qualunque materiale ed alla sua ottima propensione al recupero energetico della materiale a base carbonica, la conversione degli impianti in sistemi per la produzione di elettricità da biomasse agricole pare assolutamente naturale. La scelta di realizzare piccoli impianti distribuiti sul territorio di questo tipo per la generazione di elettricità da biomasse in filiera corta va, fra l'altro, verso le indicazioni comunitarie e nazionali di sostegno all'agricoltura ed alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

Dimensionamento

La soluzione impiantistica prevede la realizzazione di diversi singoli impianti con le seguenti caratteristiche:

Numero impianti da realizzare:        8

Area occupata da ogni impianto:      1000 m2

Capacità di smaltimento:                  200 m3/giorno equivalenti a 70.000 m3/anno.

Si noti che a causa della difficoltà di determinazione del peso delle ecoballe, il sistema di calcolo è stato basato sul volume, in metri cubi, da smaltire.

La realizzazione di 8 impianti di questo tipo, opportunamente localizzati presso i principali siti di stoccaggio del materiale, permetterà lo smaltimento della totalità delle ecoballe presenti sul territorio campano in meno di 10 anni.

Pubblicato in : Ambiente, Rifiuti
Tags : Ambiente, Rifiuti, smaltimento, Ecoballe, Campania, dissociazione molecolare, syngas, smoldering
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