Lunedì 26 Marzo 2007 02:00 amministratore
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In relazione alla notizia pubblicata il giorno 8 marzo 2007 "Stefano Montanari replica all'articolo di Greenreport del 6 marzo" www.ecquologia.it/sito/pag1121.map?action=single&field.joined.id=64970&field.joined.singleid=72189  riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente.

 


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Siamo venuti a conoscenza di un fitto scambio di mail scatenato dalla pubblicazione di un articolo sul sito www.greenreport.it su un seminario organizzato da Legambiente Toscana sul tema "Nanopolveri e nanopatologie".
In alcune di queste mail si scrivono delle falsità nei confronti della nostra associazione che meritano quantomeno una smentita.
Si scrive che «i DS (con un grazie a Legambiente) e i margheritini incenerirebbero anche le mutande della nonna», che «Legambiente è (...) tra l'altro è socia di Hera spa» e che l'associazione è costituita da «gente che pare avere nei fatti tutto l'interesse a far sì che l'ambiente non sia rispettato».

La posizione di Legambiente sulla gestione dei rifiuti è nota e chi non la conosce può andarsela a leggere sui documenti congressuali approvati e scaricabili dal nostro sito internet. Che noi siamo tra i fautori di chi vuole bruciare qualsiasi cosa è una tesi che non merita tanti commenti. Chi lo pensa o lo scrive non sa, o fa finta di non sapere, delle nostre iniziative contro chi vuole bruciare rifiuti in maniera eccessiva, come previsto nel caso del Piano regionale siciliano approvato dall'allora Commissario per l'emergenza Totò Cuffaro o del Piano approvato dalla Provincia di Torino solo per fare due esempi degli ultimissimi anni.

La seconda falsità è che noi saremmo soci della multiutility Hera. Nulla di più fantasioso. Il nostro circolo di Modena è infatti uno dei soci fondatori dell'Agenzia per l'energia e lo sviluppo sostenibile, che tra l'altro è una onlus e non una holding, e che vede tra i soggetti che la animano oltre a Comune e Provincia anche Hera. Proprio la stessa multiutility che sta realizzando il raddoppio dell'inceneritore, contro cui anche noi ci siamo battuti.

Vengo infine all'ultima frase ingiuriosa che ci descrive come un'associazione che ha come missione quella di non far rispettare l'ambiente. La Legambiente di cui si scrive è quella stessa associazione che negli anni '80 si è battuta per chiudere una volta per tutte la stagione del nucleare in Italia. Che dal 1994 si batte contro l'operato dell'ecomafia che tra le altre cose traffica illegalmente i rifiuti pericolosi e che dal 2001, per una legge approvata grazie anche al nostro operato, viene contrastata anche con l'arresto e le intercettazioni telefoniche e ambientali. Che grazie alla denuncia dell'abusivismo edilizio ha permesso dal 1999 ad oggi l'abbattimento di tanti ecomostri, a partire dal Fuenti fino ad arrivare a Punta Perotti. Che dai primi anni '90 denuncia il problema dell'inquinamento atmosferico da tutte le fonti, senza dimenticarne nessuna, con la sua campagna storica "Mal'aria", quella delle lenzuola bianche da appendere ai balconi o alle finestre che col passare dei giorni diventano sempre più nere per lo smog, o con il laboratorio mobile del Treno Verde. Che dal 1985, ancor prima che lo facessero diverse delle allora Usl, monitora le acque di balneazione ogni estate con la sua Goletta Verde. Che si batte da sempre contro l'inquinamento industriale di Porto Marghera, Taranto, Priolo, Piombino, Cornigliano, Cengio, Manfredonia, Gela, etc. E potrei continuare all'infinito ma mi fermo qui.

Concludo ricordando che in quasi 27 anni di vita Legambiente ha dimostrato di essere un'associazione seria, che non ci tiene ad insegnare agli altri come si fa la "sentinella ambientale", ma che non accetta nella maniera più assoluta lezioni di ambientalismo da nessuno. Proprio da nessuno.

Con cordialità.

Stefano Ciafani

Responsabile scientifico nazionale di Legambiente

Via Salaria, 403
00199 - Roma
Tel. 06.86.26.84.10
Fax 06.86.21.84.74
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