NOTE ALLA BOZZA DI DECRETO DEL NUOVO “CONTO ENERGIA”

30 novembre  ’06

Premessa

 

L’obiettivo, contenuto anche nel programma di Governo, di dare al fotovoltaico un ruolo quantomeno tangibile nel soddisfare il fabbisogno energetico nazionale, trova nel conto energia uno strumento importante e concreto. La scelta di dare una spinta all’integrazione architettonica, condivisa da Assosolare, consentirà sicuramente di sfruttare meglio tutti gli spazi disponibili sugli edifici. Questo contribuirà però in solo parte ad aumentare la quantità di energia prodotta da fonte solare fotovoltaica. Lo ha anche dimostrato il mercato tedesco, dove oltre il 30% degli impianti fotovoltaici sono stati commissionati dal settore agricolo. Gli impianti a terra maggiori di 20 kW, soprattutto quelli finalizzati all’autoconsumo o a un consumo a breve distanza, potrebbero avere un ruolo cruciale per il raggiungimento in tempi brevi dell’obiettivo di cui sopra, perché costituirebbero una massa critica trainante per il settore, favorendo nel contempo l’abbattimento dei prezzi. Si pensi a tutte le aree agricole o terreni con scarso valore paesaggistico. Un impianto solare non ha un impatto visivo diverso da una serra. Assosolare ritiene fermamente che il nuovo “conto energia” debba avere delle tariffe tali da rendere remunerativo l’investimento nel fotovoltaico sia sugli edifici che a terra. La posizione di Assosolare è largamente condivisa dall’intero settore.  

 

I PUNTI CRITICI QUI SOTTO ELENCATI, SE NON PRESI IN CONSIDERAZIONE, COMPROMETTEREBBERO SICURAMENTE IL FUTURO DEL MERCATO DEL FOTOVOLTAICO IN ITALIA.

  

ART 6

Art.6.1

Riteniamo che le tariffe per essere remunerative, così come previsto dal ddl 387, non possono essere inferiori ai valori qui sotto indicati. Questi non tengono conto della percentuale di interesse di eventuali finanziamenti da parte di istituti di credito, che ritarderebbero ancora di più il rientro dell’investimento, rendendo necessaria una tariffa ancora più alta.

Modalità operativa dell’impianto  

Impianti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b1)

Impianti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b2)

Impianti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b3)

1.      Impianti operanti in regime di scambio sul posto

0,43

0,45

0,47

2.      Impianti non operanti in regime di scambio sul posto

0,41

0,43

0,45

ART 3

Art.3.2

La subordinazione del diritto alla tariffa incentivante, alla preventiva certificazione energetica è in netto contrasto con l’obiettivo del governo di semplificare l’accesso all’incentivo e lo sviluppo del fotovoltaico. Questa scelta rappresenterebbe un complesso intreccio tra efficienza termica e fotovoltaica, rappresentando altresì un freno rilevante alla crescita. Riteniamo che la certificazione energetica sia giusta, ma che debba fare il suo corso senza compromettere il fotovoltaico. Nel caso specifico del decreto in oggetto, dovrebbe essere presa in considerazione solo per quanto concerne il premio sull’efficienza energetica.

 

RIPORTIAMO DEGLI ALTRI PUNTI CRITICI, TRALASCIANDONE ALCUNI, CON L’OBIETTIVO DI TROVARE IN BREVE TEMPO UN BUON COMPROMESSO PER UNA VERSIONE DEFINITIVA DEL DECRETO.

ART 5

Art.5.5

Sarebbe giusto consentire l’integrazione di eventuali documenti mancanti entro per esempio 60 giorni. Nel caso la richiesta venisse respinta (nel vecchio Conto Energia sono state respinte 4.477 domande su 16.910, il 26% del totale), sarebbe opportuno creare un collegio arbitrale per le controversie più semplici e di carattere formale.

ART 6

Art.6.2

L’aggiornamento della tariffa secondo l’indice ISTAT, come nel vecchio decreto, è determinante per l'attualizzazione della resa finanziaria dell'impianto. Per esempio: ipotizzando un indice medio del 2%, con una tariffa iniziale di 0,40 euro, la tariffa media nei 20 anni risulterebbe pari a 0,49 euro. Se il tasso fosse del 5% la tariffa media risulta di 0,66 euro. L'indice ISTAT medio degli ultimi 20 anni è stato pari a 3,68% (nel qual caso si avrebbe una tariffa media pari a 0,58 euro). La mancanza di attualizzazione del rendimento, ostacolerebbe il finanziamento dalle banche. Potrebbero inoltre nascere dei contenziosi. Recentemente è stato vinto un ricorso al TAR della Lombardia su un argomento analogo http://www.forumenergia.net/archivio.asp?ID=150 .

ART 7

Art.7.1

Il premio di efficienza energetica dovrebbe essere esteso anche a impianti superiori a 20 kW.

Art.7.8

Il non consentire la cessione disgiunta dell’edificio o unità immobiliare e dell’impianto potrebbe costituire un ostacolo alla cessione in affitto di tetti ad investitori interessati a costruirvi un impianto fotovoltaico. Questa potrebbe essere tra l’altro un’importante soluzione alle problematiche dei condomini. 

ART 9

Art.9.4

Togliere la cumulabilità del conto energia con la detrazione fiscale è penalizzante e rappresenta un passo indietro rispetto al vecchio decreto, che prevede semplicemente una riduzione del 30% della tariffa incentivante.

ART 12

Art.12.1

L’obiettivo nazionale di 2000 MW al 2015 è davvero poco ambizioso per un Governo che ha manifestato in più occasioni di voler superare la Germania nel fotovoltaico. Considerando anche il vantaggio dell’esperienza tedesca, e che la Germania ha realizzato impianti nel solo 2005 per più di 800 MW, dovremmo avere il coraggio di puntare molto più in alto, anche a 10.000 MW.

ART 13

Art.13.1

Il limite andrebbe eliminato o al più si dovrebbe avere un limite quanto più vicino all’obiettivo. Il limite indicato nella bozza di decreto è nettamente in contrasto con l’obiettivo del Governo di stimolare il mercato, dando più certezze a lungo termine agli investitori.

ALLEGATO 2

Tipologia specifica 1: L’aspetto degli edifici è già governato dai comuni. Prevedere in questo decreto che un impianto fotovoltaico non debba superare l’altezza minima della balaustra perimetrale, ammesso che ci sia, è una restrizione eccessiva. I tetti senza balaustra, inclusi i tetti industriali, costituiscono un potenziale enorme.

PROPOSTE DI INTEGRAZIONE:

Andrebbe previsto anche un incremento percentuale della tariffa per le installazioni che prevedono la sostituzione dei tetti in amianto.