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Indicazioni di fine anno del Parlamento Europeo sull'energia  -  22/12/2006

da: La Staffetta Quotidiana - la rivista italiana del petrolio editrice

Il tema al centro della sessione plenaria di dicembre

Ridurre l’uso del petrolio, sviluppare il mercato interno dell’energia, garantire gli approvvigionamenti con una rete efficiente e perseguire gli Stati che proteggono indebitamente i grandi ex-monopolisti. Ma anche più incentivi in ambito Pac e misure fiscali a favore di fonti “verdi”, senza che lo sviluppo dell’uso dei biocarburanti e delle biomasse metta a repentaglio la produzione alimentare e gli approvvigionamenti in legno dell’industria. Queste alcune delle indicazioni per la Commissione emerse nel corso della sessione del 14 dicembre.

Adottando la relazione di Eluned Morgan (Pse, UK), il Parlamento saluta con favore il Libro Verde della Commissione su una Strategia europea per un’energia sostenibile, competitiva e sicura, ma insiste sull’importanza di sviluppare una politica energetica europea che permetta di garantire approvvigionamenti a prezzo accessibile - per quanto possibile da fonti a basso tenore di carbonio nel breve termine e senza carbonio nel medio termine - e da risorse autonome, rispettando i meccanismi di mercato, proteggendo l’ambiente, combattendo i mutamenti climatici e promuovendo l’efficienza energetica.
Facendo proprio un emendamento dei Verdi, il Parlamento deplora che la Commissione abbia enormi difficoltà nel collegare i trasporti alla questione energetica. In proposito, ricorda che tale settore è all’origine «del maggior problema che si pone sul terreno della sicurezza degli approvvigionamenti in Europa e della forte dipendenza dal petrolio», e che «registrano un incremento esponenziale» le emissioni prodotte dai trasporti (specie dal settore dell’aviazione) e sono responsabili del cambiamento climatico. Per diminuire gradualmente l’uso del combustibile fossile, ridurre la dipendenza dell’UE dal petrolio e introdurre progressivamente l’uso di energie pulite, i deputati chiedono che venga elaborata una strategia globale dell’Unione europea nel settore dei trasporti. Al riguardo, considerano opportuno passare alle modalità di trasporto più pulite ed efficienti sotto il profilo energetico, in particolare con il varo di nuove disposizioni di legge, specie destinate all’industria automobilistica, e mediante la promozione della penetrazione nel mercato delle auto ibride “plug-in” e dei veicoli totalmente elettrici. Il Parlamento invita inoltre la Commissione a garantire che il contributo delle applicazioni di idrogeno e pile a combustibile trovi riscontro nelle azioni a breve termine dell’UE.
Le decisioni concernenti il “mix energetico”, secondo i deputati, devono comunque rimanere prerogativa degli Stati dell’UE e il massimo della sussidiarietà deve essere garantito. A loro avviso, anche tutte le decisioni che riguardano l’opportunità di produrre energia nucleare, devono mantenere un livello nazionale. I deputati esortano quindi la Commissione a esaminare lo sviluppo del nucleare negli Stati membri, tenendo conto sia dei vantaggi offerti da tale tecnologia (bassa volatilità dei costi di produzione e nessuna emissione di CO2), che dei rischi connessi all’esistenza di centrali nucleari (incidenti e smaltimento delle scorie).
Secondo il Parlamento, la Commissione dovrebbe presentare una strategia anche in materia di gas, dopo un’approfondita analisi costi/benefici, che consideri i vincoli fisici ed economici propri del settore. Al fine di promuovere la concorrenza nel settore delle reti di trasporto del gas e di incentivare gli operatori ad aprire i mercati a operatori diversi dai fornitori di gas tradizionali, i deputati invitano la Commissione a servirsi anche delle sue prerogative per «intensificare gli sforzi destinati a separare le infrastrutture del gas».
Constatando che il Libro verde calcola in 1.000 miliardi gli investimenti necessari per garantire all’Europa un approvvigionamento duraturo, il Parlamento sostiene che, per raggiungere il consenso allo sviluppo di una nuova politica sull’energia, è importante coinvolgere le imprese dell’industria energetica dell’Unione, in quanto «non si può partire dall’assunto che tali fondi siano messi a disposizione dai bilanci pubblici». Ribadendo il concetto che l’UE è altamente dipendente dalle importazioni e che, di conseguenza, è particolarmente importante diversificare ulteriormente i paesi d’origine e le rotte di transito, la relazione invita la Commissione a realizzare le Reti transeuropee dell’energia e a redigere un piano prioritario di interconnessione, senza dimenticare le infrastrutture di ricezione/rigassificazione del gas naturale liquido e gli impianti di stoccaggio.
Contro le imprese che violano le regole di concorrenza, il Parlamento esorta la Commissione ad usare misure repressive - incluse le sanzioni pecuniarie - e a perseguire gli Stati che «proteggono indebitamente» i grandi ex-monopolisti nazionali e tentano di fissare prezzi finali a un livello inferiore a quelli di mercato o di bloccare le fusioni e le acquisizioni, «dal momento che tale comportamento pregiudicherebbe lo sviluppo del mercato interno». Sollecitando poi la Commissione a porre fine alla regolamentazione dei prezzi dell’energia, «poiché essa pregiudica l’essenza stessa dei mercati dell’energia aperti», chiede anche alla Commissione di adottare ulteriori provvedimenti contro le concentrazioni nei mercati energetici in casi di abuso di posizione dominante sul mercato. Al riguardo, invita l’Esecutivo a rafforzare «in modo significativo» e ad armonizzare i poteri delle autorità nazionali di regolamentazione che dovrebbero essere pienamente indipendenti rispetto ai governi e all’industria.
Per il Parlamento, «lo sviluppo di una posizione comune dell’UE, nel dialogo con i paesi terzi, accrescerà la capacità negoziali dell’UE con i paesi produttori e consumatori di energia» e, in tale contesto, occorre «che il Commissario responsabile per l’energia si attenga ad un preciso mandato che rifletta la visione dell’Unione in termini di pianificazione energetica a lungo termine». Sottolinea poi l’importanza di elaborare un trattato per istituire una comunità paneuropea dell’energia e afferma che ormai è indispensabile una nuova forma di dialogo e di cooperazione politica tra i paesi consumatori, in particolare con Stati Uniti, Cina, India e Giappone. Anche la possibilità di un’adesione dei paesi del Mashrek e del Maghreb alla Comunità paneuropea dell’energia deve essere presa in considerazione e, al riguardo, il Parlamento auspica che vengano fatti passi avanti in questa direzione
La relazione richiama, poi, la Commissione a non concentrarsi esclusivamente su una cooperazione più stretta con la Russia, e la sollecita a non sottovalutare in alcun modo il pericolo di un deficit di forniture di gas dalla Russia dopo il 2010 (causato dagli scarsi investimenti, dalle eccessive dispersioni di gas e dai troppi sprechi energetici che caratterizzano il mercato interno russo). Il Parlamento invita, infine, l’UE a adoperarsi per includere nelle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio disposizioni che disciplinino il commercio energetico, permettendo a tale organizzazione di diventare un mediatore internazionale, in grado di risolvere controversie in materia di fornitura e di distribuzione dell’energia. I deputati ritengono che l’Unione europea dovrà altresì studiare azioni per rafforzare la solidarietà a livello mondiale di fronte alle ripercussioni del cambiamento climatico, soprattutto nel caso dei paesi più poveri.
La relazione rileva che la ricerca nel settore delle tecnologie energetiche, costituisce un importante fattore di penetrazione nei mercati di esportazione. A tale proposito, la Commissione è invitata a sostenere la ricerca concernente tutte le fonti di energia (convenzionale, atomica e rinnovabile), cosicché l’Europa possa - nello sfruttare tale ricerca per i propri bisogni negli Stati membri - penetrare anche i mercati di esportazione.
In merito al cambiamento climatico, il Parlamento ritiene che i mutamenti climatici stanno provocando gravi problemi ambientali che richiedono azioni immediate da parte dell’UE e a livello internazionale. Per perseguire l’obiettivo di produrre energia nell’UE principalmente da fonti che non emettono carbonio (o con tecnologie capaci di trattenere le emissioni di gas serra), sollecita quindi i leader europei a concordare, entro il prossimo anno, un target vincolante di CO2 per il 2020 e un target indicativo di CO2 per il 2050.
Il Parlamento afferma infine che i consumatori «vanno posti al centro di tutte le future politiche energetiche e la povertà energetica dovrebbe avere maggiore rilievo nelle proposte della Commissione». E, in proposito, riconosce il ruolo centrale che possono svolgere la misurazione e la tariffazione “intelligente”, per rafforzare la sensibilità dei consumatori in merito ai motivi per cui viene utilizzata l’energia, e quindi per poter cambiare le cattive abitudini.
L’energia rinnovabile e la promozione di una strategia per la biomassa ed i biocarburanti, sono al centro della relazione di Werner Langen (Ppe/De, DE). Il Parlamento reputa necessaria la creazione, a livello regionale, nazionale ed europeo, di mercati trasparenti e aperti per la biomassa e i biocarburanti, che rispettino le regole della produzione sostenibile, siano compatibili con un mercato unico, trasparente e competitivo dell’energia e siano integrati nel sistema dell’Organizzazione mondiale del commercio. Chiede, quindi, alla Commissione, di adoperarsi per l’instaurazione di un mercato europeo per la bioenergia e di riesaminare tutti i piani d’azione e le direttive per rendere possibile una produzione e un impiego razionale della bioenergia e dei biocarburanti, attribuendo particolare attenzione ai settori delle coltivazioni vegetali, dell’economia forestale e dello smaltimento dei rifiuti.
Sollecitando il miglioramento delle procedure amministrative per la produzione e l’utilizzo di bioenergia, il Parlamento invita tutti gli Stati membri a creare congrui incentivi per le colture energetiche sostenibili «senza mettere a repentaglio la produzione alimentare», facilitando l’accesso sostenibile e mobilitando ulteriore biomassa proveniente dall’agricoltura e dalle foreste. Nell’ambito della politica agricola comune, il Parlamento sollecita poi la Commissione ad abolire la messa a riposo dei terreni e, a tale proposito, chiedono che sia notevolmente aumentata la superficie massima di garanzia, fissata a 1,5 milioni di ettari nel contesto del regime di aiuti per le piante energetiche. Auspica inoltre che non sia esclusa alcuna coltura da tale regime di aiuti, privilegiando quelle con un elevato fattore di efficacia energetica e lo sviluppo di nuovi incentivi per le colture energetiche. Ritiene peraltro opportuno che le decisioni in merito alle colture energetiche da sviluppare siano adeguate alle specifiche situazioni regionali e locali.
Ma il Parlamento sottolinea anche che l’utilizzo industriale del legno e dei suoi sottoprodotti crea occupazione e valore e, pertanto, «la sua esistenza non va messa a repentaglio». Inoltre, i deputati sostengono che gli aiuti e gli interventi in collegamento con le energie rinnovabili basate sulla biomassa «non debbono provocare a lungo termine distorsioni della concorrenza sui mercati delle materie prime». Stante l’ampiezza del mercato e le possibilità di utilizzo esistenti, il Parlamento ritiene che la biomassa lignea sia la più consona per dare vita a livello europeo a mercati funzionanti. Al riguardo, anche se osserva che vi sono ristrettezze del mercato e prezzi in crescita, appoggia l’intenzione della Commissione di presentare quanto prima possibile un piano d’azione per la silvicoltura.
Al fine della messa a punto di una strategia a lungo termine per la promozione di un mercato concorrenziale dei biocarburanti nell’Unione, il Parlamento sollecita anche la definizione di condizioni quadro affidabili per investitori e produttori, in particolare per quanto riguarda gli incentivi fiscali. A tale proposito, ritiene che per l’utilizzazione dei biocarburanti in taluni settori selezionati - quali l’agricoltura e la silvicoltura, la navigazione ed i trasporti pubblici locali - sia necessario incoraggiarne l’impiego attraverso incentivi fiscali. Invita anche gli Stati membri a promuovere l’impiego di biocarburanti rendendo più attraente il regime di imposte e accise applicabile alla loro produzione e al loro utilizzo. Al riguardo, nel sottolineare l’interesse di ricorrere a misure fiscali, come le esenzioni, invita la Commissione a incentivare l’aggiunta di biocarburanti nei carburanti convenzionali con la riforma del regime comunitario delle accise nei singoli Stati membri, vigilando però su eventuali distorsioni del mercato. Il Parlamento sostiene anche l’obiettivo della Commissione di proporre l’applicazione di obblighi in materia di biocarburanti e la invita a definire nuovi e più ambiziosi obiettivi a lungo termine, fino al 2020, per garantire la sicurezza degli investimenti.
Facendo proprio un emendamento proposto dall’Alde/Adle, il Parlamento invita la Commissione a mettere a punto uno strumento che permetta di valutare la sostenibilità della produzione e dell’uso dei (bio)carburanti. Al riguardo, ritiene opportuno sviluppare una metodologia comune per misurare in modo obiettivo gli aspetti di sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei carburanti minerali e dei biocarburanti, «che potrebbe servire anche quale punto di riferimento per gli incentivi politici a favore dei (bio)carburanti più sostenibili».
La sostenibilità ambientale - unitamente alla riduzione delle emissioni di gas effetto serra - è un altro importante obiettivo della strategia per le bioenergie. La Commissione è invitata, così, a migliorare - di concerto con le compagnie petrolifere e di gas e con le aziende automobilistiche - la disponibilità di veicoli ecocompatibili, nonché la distribuzione e l’accesso dei consumatori al biocarburante. E’ anche sollecitata a varare misure, mirate a introdurre nel settore dei biocarburanti un compromesso tra l’industria automobilistica e il settore petrolifero, «secondo il principio “biocarburanti per le automobili e non automobili per biocarburanti”».
Nel quadro del piano d’azione per la biomassa, i deputati chiedono infine, alla Commissione, di promuovere ulteriori studi e ricerche sulle materie plastiche derivate appunto dalla biomassa, in modo da raggiungere una migliore comprensione del contributo di tali materie, durante il loro ciclo di vita, alle economie di combustibili fossili, alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e alle economie di energia nelle operazioni di recupero diverse dal compostaggio. Accogliendo un emendamento dell’Alde/Adle, il Parlamento invita anche l’Esecutivo ad esaminare la possibilità di rendere obbligatorio l’uso di determinate materie plastiche derivate dalla biomassa, «qualora esse risultassero essere una valida alternativa».

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