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Il parco eolico di Montemignaio  -  07/08/2007

di Angiolino Sabatini
Esperto di energie rinnovabili
Ex Sindaco di Montemignaio

Il comune di Montemignaio, il più piccolo della provincia di Arezzo, sorge sulle boscose pendici del Pratomagno ad un'altitudine che varia dai 739 metri s.l.m. ai 1470 del Secchieta ed è sovrastato dal Castel Leone o Castiglione eretto, nel XII secolo, per volere dei conti Guidi.
Il progetto del parco eolico di Montemignaio parte nel 1991 con l’installazione degli anemometri per misurare il vento e sono occorsi 10 anni per vedere realizzati i primi 3 aerogeneratori.
Il progetto parte ancor prima del 1991 con lo studio dei dati dell’Università e del Comune di Firenze sull’inquinamento atmosferico, con particolare riferimento alle piogge acide. Infatti dagli anni ’70 in poi abbiamo registrato forti quantità di piogge acide che hanno causato gravi danni ai boschi e alle abetine del territorio di Montemignaio e Vallombrosa. Dai dati dell’università di Firenze si evince che le centraline poste a Vallombrosa discordavano da quelle posizionate nel comune di Firenze e non seguivano un andamento omogeneo ma presentavano andamenti del tutto diversi. Quelle di Firenze erano funzionali ai venti o alle piogge quelle di Vallombrosa solo alle fermate e alla produzione della centrale termoelettrica Marzocco di Livorno. Questa centrale consuma, a pieno carico, circa 67 tonnellate l’ora di nafta pesante ed, entrata in funzione nel 1964 circa, è stata dotata di elettrofiltri soltanto nel 2003, con la evidente conseguenza che tutto ciò che veniva bruciato andava per aria per poi tornare a terra anche sotto forma di piogge acide, colpendo soprattutto il territorio di Vallombrosa e Montemignaio che sono posti sulla montagna più alta che incontrano i predominanti venti marini!
Per anni ho denunciato il fenomeno fino a che non si sono mossi la Provincia ed il Comune di Livorno, che hanno imposto all’ENEL di montare gli elettrofiltri. A seguito di questo episodio mi sono avvicinato alla produzione di energie rinnovabili, la Edison ha presentato, dopo un lungo monitoraggio anemometrico, un progetto per un parco di 5 aerogeneratori. Dei 5 aerogeneratori ne sono stati costruiti solo tre perché l’ENEL non accetta sulla propria linea potenze superiori ai 2 megawatt rendendosi disponibile ad accettare l’energia prodotta dalle ulteriori due macchine soltanto nel caso in cui fosse costruita una linea dedicata agli aerogeneratori, ma questo comporta spese così elevate da non rendere economicamente possibile l’intervento. L’area in oggetto è situata in corrispondenza del crinale di Monte Secchieta, precisamente nei pressi di Poggio della Risala, all’interno del territorio comunale di Montemignaio (AR). L’altitudine varia dai 1400 m slm ai 1470 m slm; l’ambiente nella zona del sito è caratterizzato da pascolo cespugliato.
L’impianto è stato realizzato a seguito di un Accordo di Programma tra la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo ed il Comune di Montemignaio, che ha permesso l’individuazione all’interno della zona agricola, di un’area idonea all’installazione di n. 3 aerogeneratori tripala ENERCON E40 da 0,6 MW ciascuno, per una potenza media di resa totale pari a 1,8 MW ed una produzione annua di 4.392 MW. L’energia elettrica prodotta in Bassa Tensione (BT) dal generatore di ciascuna macchina viene trasferita al quadro di controllo interno della torre e quindi ad una cabina prefabbricata ubicata ai margini del plinto (cabina di macchina) dove sono alloggiati quadri elettrici ed il trasformatore per la elevazione della tensione da BT (380-690 V) a Media Tensione (15.000 V). Un sistema di linee in cavo di tipo interrato collega fra loro le cabine in MT. Dalla centrale, tramite cavidotto interrato, l’energia prodotta viene trasmessa fino al punto di consegna in MT (15KV). L’impianto eolico di Secchieta, sfruttando una risorsa naturale e rinnovabile, produce energia elettrica "pulita" e permette quindi la riduzione di emissioni nocive.
Dalle lungaggini burocratiche per la realizzazione del nostro parco eolico mi sento di poter dire che ancora oggi, in Toscana, esistono molte difficoltà per montare impianti che utilizzino fonti rinnovabili. Il piano energetico regionale, attualmente in vigore, prevede la costruzione di 300 MW eolici, ma di fatto questi progetti non sono fattibili visto che le attuali linee guida sono talmente restrittive da non permetterne la realizzazione.

Nella fotografia accessibile dal link sottostante, Angiolino Sabatini con il Ministro On. Alfonso Pecoraro Scanio alla iniziativa ECOLGIA E' ECONOMIA, Genova 4-5 maggio 2007

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Ultima modifica: 21/09/2007
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