Interrogazione a risposta scritta - Un lembo di territorio marchigiano ancora integro rischia di essere devastato dalle cave.
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26/01/2005
s.boco@senato.it Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07981 Atto n. 4-07981
Pubblicato il 25 gennaio 2005 Seduta n. 725
BOCO. - Al Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio. - Premesso: che nel territorio del comune di Arcevia (Ancona) sorge, abbarbicato sulle pendici del Monte Sant'Angelo, il paese di Montefortino, la cui storia risale al tempo dei Galli Senoni, che si erano stabiliti fra questi colli dell'Appennino marchigiano e dei quali è stata trovata una necropoli e una fonte sacra, che la gente del paese chiama ancora oggi Fonte del Sasso; che la Necropoli Gallica, usata dalla metà circa del IV secolo a.C. sino agli inizi del II secolo a.C., fu individuata alla fine dell'800, dopo il ritrovamento in un terreno agricolo di un elmo, detto appunto "elmo tipo Montefortino", da cui prese il via la campagna di scavi e che rese celebre a livello internazionale in tutto il mondo archeologico il nome di Montefortino; che il sepolcreto, che ha restituito una cinquantina di tombe a inumazione, spesso con ricchissime associazioni funerarie, è ritenuto il complesso più rappresentativo della presenza celtica nelle Marche e uno dei maggiori dell'Italia centro-settentrionale: nel Museo archeologico di Arcevia sono esposti alcuni tra i corredi meglio conservati e più significativi della necropoli, che integrano e completano il patrimonio offerto dalla sezione celtica del Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona; che Monte Sant'Angelo è segnalato in otto ambiti di tutela del Piano Paesaggistico ambientale regionale ed è, in generale, uno dei luoghi più tutelati delle Marche: il paese di Montefortino, suggestivo e accogliente, è un apprezzato centro turistico perché ancora incontaminato, situato sulle rive di un piccolo torrente di acqua cristallina tra grandi querce; che nel 2001 un'indagine condotta dall'Automobile Club d'Italia e dal Censis, che considerava quali parametri di valutazione l'ambiente, la presenza di luoghi storici e di monumenti e la gastronomia, assegnava la "A", cioè il massimo voto, al distretto turistico Arcevia-Genga-Sassoferrato-Fabriano, identificandolo come il settimo in una graduatoria nazionale di 37 aree comprendenti 273 comuni; che, grazie al tipico paesaggio collinare marchigiano, che si può ancora ammirare e godere nella zona di Arcevia, il turismo nell'ultimo anno ha avuto uno sviluppo notevole in termini di presenze italiane e straniere, con valori di crescita percentualmente superiori a quelli registrati dalla regione Marche e dalla provincia di Ancona: gli stessi castelli di Arcevia, la vicinanza delle Grotte di Frasassi e la contiguità con il Parco Gola della Rossa evidenziano la vocazione turistica dell'intero comprensorio; che sta fiorendo l'agriturismo, promosso anche da stranieri che ormai abitano stabilmente nel territorio arceviese, e si è sviluppata l'agricoltura biologica, in particolare tra Montefortino e Piticchio; che, nonostante quanto sopra descritto, il Programma provinciale delle attività estrattive della provincia di Ancona, adottato con atto di Consiglio n. 88 del 26 luglio 2004, individua nella zona di Monte Sant'Angelo un bacino estrattivo di maiolica e scaglia rossa di elevate dimensioni, circa 450.000 metri cubi l'anno; che la scelta della provincia ha destato sdegno e preoccupazione, e per bloccare lo scempio del territorio è nato il Comitato Difesa di Monte Sant'Angelo, che ha promosso assemblee pubbliche e incontri con gli amministratori comunali e provinciali: sia il comune di Arcevia sia il Comitato hanno presentato osservazioni al Piano della provincia, ma la volontà, dichiarata dal sindaco di Arcevia, di far convivere l'attività estrattiva con la tutela ambientale e la vocazione turistica è duramente contestata dal Comitato e dai residenti; che il Piano cave che interessa la zona di Monte Sant'Angelo e in modo particolare Montefortino comporterà, se attuato, il degrado naturalistico e paesaggistico del territorio, certo non mitigato, come auspica il comune, da accorgimenti che nascondano alla vista il fronte cava, anche perché le autorizzazioni che saranno rilasciate agli operatori del settore potrebbero tradursi nell'apertura di più punti di escavazione; che si calcola transiteranno, in conseguenza dell'attività estrattiva, dai 160 ai 200 camion al giorno sulla strada Arceviese, una cinquantina nel centro di Montefortino: la qualità della vita nella zona sarà devastata dal traffico, dallo smog, dalle polveri, e sicurezza e salute dei residenti saranno inevitabilmente compromesse, insieme con la tutela delle risorse idriche e con la salvaguardia dei valori archeologici e storici del territorio, si chiede di sapere se rientri fra gli intendimenti del Ministro in indirizzo: verificare, nell'ambito delle sue competenze, la compatibilità del programma provinciale delle attività estrattive della provincia di Ancona con il Piano paesaggistico ambientale della regione Marche; intervenire, in caso positivo con quali modalità, per evitare uno scempio ambientale, paesaggistico e culturale, che cancellerebbe un lembo di territorio italiano ancora integro, che dalla sua stessa integrità trae valori di cura e di attaccamento alla terra e ricchezza economica.
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