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atti del convegno : Opere strategiche
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Gli atti del Convegno "Opere strategiche l'attuazione della legge obiettivo elenco delle opere, il collegato infrastrutture, il decreto legislativo"
svolto a Roma Mercoledi 8 maggio 2002 organizzato dalla Federazione dei Verdi in collaborazione con i Gruppi Parlamentari Verdi di Camera e Senato
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OPERE STRATEGICHE: L'ATTUAZIONE DELLA LEGGE OBIETTIVO - Relazione di Monica Frassoni Presidente Gruppo Verdi / ALE al P.E.  -  08/05/2002

a.donati@senato.it

Opere strategiche: l’attuazione della legge obiettivo
Roma - 8 maggio 2002



Monica Frassoni
Presidente Gruppo Verdi / ALE


1. Vorrei ringraziare Anna Donati sia per l’invito a partecipare al convegno di oggi che per averlo organizzato. Infatti, il gruppo parlamentare europeo si sente pienamente partecipe alla battaglia che i Verdi italiani stanno facendo per cambiare radicalmente e rendere più “sostenibile” questa legge obbiettivo.

E’ bene infatti ribadire ancora che in materia di infrastrutture esistono precisi vincoli imposti dalla legislazione europea dai quali non è interesse del governo italiano sottrarsi: orientamenti, normative, linee guida che non possono essere semplicemente dimenticati come in molte sue parti la legge obiettivo fa. Vorrei quindi cogliere questa occasione per confermare l’impegno del gruppo europeo a lavorare con i Verdi italiani e le altre forze dell’opposizione.

A questo proposito, abbiamo in agenda un incontro sul “caso” Italia con la Commissaria Wallstrom il 15 maggio, durante il quale porteremo all’attenzione della Commissaria i temi più importanti che verranno qui sviluppati. Faremo lo stesso con la Commissaria al Bilancio Michaele Schreyer, che peraltro appartiene alla nostra famiglia politica.

2. Il testo presentato dal governo appare incompatibile con la normativa comunitaria e le linee guida in materia di trasporti ed infrastrutture sui seguenti punti:

2.1. la proroga delle concessioni autostradali. Su questo punto la Commissione ha già aperto, su nostra iniziativa, procedure di infrazione relativamente a rinnovi di concessioni. Il principio che difendiamo é che non si può autorizzare il rinnovo pluriennale della convenzione di concessione della gestione di un’autostrada quando la società concessionaria propone nuove infrastrutture in cambio di rinnovo SENZA RICORRERE A GARA PUBBLICA.
La Commissione ci ha informato che intende mandare, nelle prossime settimane, lettere di messa in mora al Governo italiano per i seguenti casi:

 Valtrompia - la nuova tratta autostradale proposta dalla società concessionaria Brescia-Padova.
 Valdastico - l’interconnessione A4-A31 da Vicenza a Rovigo.
 Pedemontana veneta - l’interconnessione A4-A31 da Montebello Vicentino a Thiene.
 Passante di Mestre.

2.2. la normativa in materia di appalti e concessioni ed il ripristino dei contratti a trattativa privata per l’alta velocità ferroviaria. Il ripristino dei contratti a trattativa privata é in evidente violazione delle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici recepite in Italia con il decreto legislativo n. 158 del 1995. Ricordo, in proposito, il parere negativo dell’Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato e la Comunicazione Interpretativa della Commissione sulle concessioni nel Diritto Comunitario, pubblicata nella G.U. europea del 29 aprile 2000.
Anche su questo intendiamo attivarci, nel caso in cui il testo non venga modificato.





2.3.la valutazione di impatto ambientale (VIA). La valutazione così come prevista dalla legge obiettivo é in contrasto con la normativa comunitaria da più punti di vista:

 la previsione di una procedura speciale di VIA per le 250 opere definite “strategiche” appare di dubbia rispondenza con lo spirito se non con la lettera della direttiva, che prevede delle tappe che devono essere rispettate tassativamente;
 la VIA é da effettuare sul progetto definitivo e non su quello preliminare.
 resta infine da stabilire se il termine imposto di 60 giorni non violi gli obblighi previsti dalla direttiva in relazione alla consultazione, alla pubblicizzazione ed all’informazione pubblica su un progetto e le sue possibili alternative.

Vorrei inoltre ricordare che è stata adottata il 27 giugno 2001 la direttiva sulla valutazione d’impatto ambientale strategica che si applicherà, in particolare, alle infrastrutture ed ai trasporti e che dovrà essere recepita




entro il giugno 2004 dagli ordinamenti degli Stati membri. Ci interessa citarla qui perché prevede che la valutazione intervenga già al momento dell’elaborazione dei piani e perché la Commissione deve applicare da subito i principi e le procedure della nuova direttiva ai progetti delle reti transeuropee (RTE).

2.4. I fondi strutturali: uno degli elementi più bizzarri della legge obbiettivo é la sproporzione fra i fondi che il governo pensa di potere reperire da privati ed Unione Europea e quelli che sono effettivamente disponibili. Il governo pensa di potere utilizzare 25 miliardi di Euro per i prossimi anni provenienti dai fondi strutturali: cosa francamente inverosimile se si pensa che l’UE ha stanziato per l’Italia 29 miliardi di Euro in totale, per tutti i progetti in tutti i settori per il periodo 2000-2006 e che i fondi previsti per i trasporti sono circa 4,8 miliardi di Euro; peraltro, é bene sfatare la leggenda secondo la quale l’UE paga senza discutere sulla qualità e la rispondenza dei progetti alla normativa UE in materia ambientale. Il Commissario Barnier e la Commissaria Wallstrom nel gennaio 2000 hanno pubblicato delle linee guida vincolanti - e che hanno già cominciato a funzionare- che dichiarano esplicitamente che i Fondi strutturali non possono finanziare progetti che violano norme comunitarie in materia di ambiente: per essere chiari, è oggi più difficile pensare di fare un’opera senza una VIA seria o costruire una autostrada nel bel mezzo di una zona protetta con i soldi del contribuente europeo.







2.5. Le reti transeuropee: anche sulla coerenza fra il piano Lunardi e le RTE ci sarebbe molto da discutere. Il Libro Bianco della Commissione Europea “Politica europea dei trasporti verso il 2010; l’ora delle scelte” esplicitamente punta all’opposto di quanto il Governo italiano propone. In Europa si è deciso di concentrare e rendere più efficace la costruzione di reti di trasporto europee puntando sulla ferrovia e sulla intermodalità: tanto é vero che dei 4,2 miliardi di Euro previsti in totale per le infrastrutture recentemente aggiunte all’elenco delle RTE almeno il 55% dovranno riguardare progetti ferroviari e solo un massimo del 25% potranno essere utilizzati per strade ed autostrade. In Italia si vorrebbe semplicemente ncrementare il numero di strade ed autostrade, con buona pace dell’aumento dell’inquinamento, della distruzione ambientale e dell’impatto negativo ormai provato sulla mobilità. Ancora una volta, ho qualche dubbio che si riuscirà a farlo contando sul sostegno dell’UE.

3. Il Procuratore Antimafia Pierluigi Vigna ha espresso preoccupazione per le implicazioni che il testo di legge obiettivo avrebbe nella lotta alla criminalità organizzata. Non più tardi dell’altro ieri il Procuratore di Palermo Pietro Grasso ha sollevato gli stessi timori per lo specifico appalti pubblici.
Per quanto ci riguarda -anche attraverso la collaborazione con la Commissaria verde al Bilancio, Michaele Schreyer, competente per l’OLAF, l’organismo antifrode comunitario- vigileremo che nessun centesimo di euro proveniente da finanziamenti europei possa anche solo per sbaglio finire nelle casse della criminalità. Questo il Ministro Lunardi deve saperlo.


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Ultima modifica: 18/07/2002
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