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Raffineria verde
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19/10/2006 A Terni Novamont potenzia l'impianto per la produzione di bioplastiche. Coldiretti: "Stop ai sacchetti di plastica usa e getta dal 2010"
Novamont ha presentato oggi insieme a Coldiretti, con cui ha avviato una collaborazione, l’ampliamento della bioraffineria di Terni dove si producono bioplastiche di origine vegetale Mater-Bi e Origo-Bi. L’impianto è già in funzione da tempo ma si aprirà a nuove applicazioni nel campo degli intermedi chimici, aumentando l’autonomia dell’azienda da materie di provenienza estera. Coldiretti, in seguito all’operazione che aumenterà le potenzialità produttive dell’impianto, chiede che a partire dal 2010 siano messi al bando in Italia i sacchetti per la spesa in plastica e sostituiti con prodotti biodegradabili.
Novamont ha fino ad oggi investito circa 100 milioni di euro per sviluppi di ricerca e per la realizzazione degli impianti di bioplastiche. Si accinge ora a creare una vera e propria bioraffineria realizzando un nuovo insediamento produttivo integrato nel territorio in grado di utilizzare le risorse naturali di origine agricola locali.
La bioraffineria di Terni utilizzerà, oltre all’attuale amido di mais non Ogm, gli oli vegetali. Grazie alla collaborazione tra Novamont e Coldiretti, è stata costituita una società paritetica tra l’azienda di Novara e una cooperativa partecipata da 600 imprenditori agricoli locali, affinché, si legge nella nota, “la bioraffineria sia in grado di massimizzare la specializzazione delle colture, utilizzare a pieno gli scarti e accorciare la catena del valore. Ciò permetterà a Novamont di industrializzare le sue tecnologie e di disporre di una nuova generazione di intermedi chimici ampliando la gamma di applicazioni del Mater-Bi”.
A regime, a partire da inizio 2008, Novamont prevede di raggiungere una capacità produttiva annua di 60.000 tonnellate di bioplastiche completamente biodegradabili, compostabili e con limitato impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita.
Dato che fa chiedere a Coldiretti la messa al bando a partire dal 2010 dei sacchetti di plastica: "Bisogna recuperare, a partire dalla Finanziaria - ha affermato il segretario generale della Coldiretti Franco Pasquali -, il ritardo accumulato rispetto a Paesi come la Francia dove è già in vigore l'obbligo di sostituire le tradizionali buste della spesa di plastica con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale”
“In Italia – riferisce la nota di Novamont - ci sono i terreni, le coltivazioni e le capacità imprenditoriali per un contributo concreto dell’agricoltura alla riduzione dell’inquinamento ambientale: attraverso il sistema della bioraffineria Novamont, destinando 800.000 ettari di terreno a colture di mais e oleaginose a fini energetici, sarebbe possibile, in linea di principio, produrre quantità di bioplastiche nell’ordine di circa 2 milioni di tonnellate, un quarto dell’intero fabbisogno nazionale di plastiche, metà dell’intera quantità di prodotti usa e getta”.
“La bioraffineria Novamont – ha detto Catia Bastioli, Amministratore Delegato di Novamont - è un primo esempio concreto di un nuovo modello che crea un sistema integrato tra industria, agricoltura, ambiente ed economia locale. Un modello duplicabile in altri territori, in base alla disponibilità di colture appropriate e di attenzione alla qualità ambientale del territorio stesso. Occorre capire se istituzioni e mondo industriale sono pronti a sposare standard ambientali coerenti con questa tipologia di sviluppo facendone elemento di valorizzazione del territorio”.
Nel documento di proposte sul contributo dell'agroalimentare italiano alla crescita del Paese, consegnato da Coldiretti al governo in vista dell’esame in Parlamento della finanziaria, Pasquali ricorda che si propone anche di incentivare l'innovazione con lo sviluppo in Italia dell'energia verde e delle bioplastiche.
In Francia, precisa Pasquali, la legge di orientamento per l'agricoltura del 2006 prevede il divieto "dal primo gennaio 2010 della distribuzione al consumatore finale, a titolo gratuito o oneroso, dei sacchetti a uso unico in plastica non biodegradabile" e lo stesso presidente della Repubblica Jacques Chirac è intervenuto per sottolinearne le prospettive positive per l'agricoltura, l'ambiente e i cittadini.
In Italia, ricorda l'organizzazione agricola, ogni anno vengono consumate circa 300mila tonnellate di plastica tradizionale per sacchi e sacchetti di ogni genere, ottenuti con il consumo di 200mila tonnellate di petrolio l'anno che potrebbero essere sostituiti da prodotti biodegradabili.
Per sostituirli completamente, sottolinea Coldiretti, è sufficiente mettere a coltivazione appena 200mila ettari di terreno “con un sicuro effetto sulla riduzione dell'inquinamento ambientale anche grazie all'emissione di 400mila tonnellate di anidride carbonica in meno, che giustifica la differenza di costo che ammonta a pochi centesimi e tende progressivamente a ridursi (8 centesimi per il sacchetto biodegradabile rispetto ai 5 di quello in plastica tradizionale)".
dal sito: www.verdi.it/apps/news.php?id=11246
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